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Psg, altra Champions sfumata. Dentro un flop da 400 milioni

Francesi ancora fuori agli ottavi contro un Real di un altro pianeta. E non bastano i fuoriclasse in attacco se la squadra è costruita male
Se per vincere bastasse spendere centinaia milioni di euro all’anno, il calcio non sarebbe lo sport più seguito ed emozionante del mondo. Chissà se a Parigi si erano illusi che per diventare più forti del Real servisse solo spendere più del Real. Una squadra vera, che le partite pesanti non le sbaglia mai. Anche quando mancano due centrocampisti come Modric e Kroos. Di certo gli schiaffi presi dai blancos nell’arco dei 180′ certificano il fallimento di un progetto, quello del Psg foraggiato dagli emiri, che fin qui ha portato solo dei gran campionati francesi (4 negli ultimi 5 anni).
ALTRO OTTAVO — Per il secondo anno consecutivo, il cammino europeo del Psg si arresta negli ottavi. L’anno scorso l’uscita fu ancora più clamorosa, con lo storico 6-1 del Barcellona al Camp Nou a ribaltare il 4-0 di Parigi. E forse il primo errore è stato quello di confermare il tecnico Unai Emery. Forse nemmeno uno con la personalità di Capello e Mou messe assieme avrebbe avuto le energie per ripartire dopo una scoppola del genere. Il risultato è che, anche un anno dopo, il Psg sembra un pregiatissimo album di figurine messe una sopra l’altra. Senza personalità, senza una guida forte che contenga l’ego straripante di alcune stelle. Alcune caselle sono piene di fuoriclasse, altre di doppioni. Altre desolatamente vuote, se poi ti ritrovi a giocare la partita decisiva ancora col crepuscolare Thiago Motta titolare, che non giocava in Champions dal 12 ottobre ed è stato inutile come vertice basso. Una squadra con due fenomeni in attacco (Neymar e Mbappé, costati 400 milioni in due di soli cartellini) e un grande centravanti come Cavani, ha un centrocampo che va a due all’ora, non si muove senza palla e non ha lo straccio di un uomo che sappia giocare tra le linee. Visto che Javier Pastore, campioncino ai tempi del Palermo, fa la muffa in panchina. In difesa i terzini sono un Dani Alves che va per i 35 e Berchiche.
ALIBI NEYMAR — E’ vero, l’infortunio di Neymar ha tolto parecchio al Psg. Ma questa squadra resta sempre priva di leader emotivi, quelli che quando le onde si alzano tengono la barra dritta. Sul piano dell’organizzazione e dei concetti di squadra il Real Madrid è stato di un altro pianeta.
E VERRATTI… — Spiace bocciare il nostro giocatore più quotato all’estero, ma come minimo Verratti sta subendo un’involuzione che ha completamente bloccato la sua crescita. Scolastico nelle giocate, l’ex Pescara non riesce nemmeno a pulire il suo gioco da troppi falli non proprio utilissimi. La sciocca espulsione, per una protesta su un fallo che non esiste, certifica anche un evidente nervosismo. Quest’anno ha steccato i due appuntamenti più importanti: lo spareggio con la Svezia e i 180′ col Real. Forse qualcuno ha esagerato nel definirlo top player, ma l’Italia orfana del Mondiale ha bisogno di lui per ripartire.