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Blitz Milan, Kalinic in arrivo, si chiude a giorni. Per Pioli scelto Simeone jr

Nelle ultime ore decollata la trattativa con la Fiorentina. Che ha l’accordo con l’argentino ma non ha ancora trovato l’intesa con il Genoa
Kalinic, ci siamo (quasi). Anche perché la fretta resta la compagna di viaggio più assidua del nuovo Milan. Fassone e Mirabelli avevano fretta di stappare in tempi brevi il mercato, Montella ha fretta nell’assemblare venti piedi nuovi con quelli che c’erano già, e più in generale il Milan ha fretta di ricollocarsi ai piani alti del pallone. Ora occorre accelerare la pratica centravanti e, da quel che sta filtrando con forza nelle ultime ore, questa accelerata sta per concretizzarsi: dopo un corteggiamento andato avanti praticamente tutta l’estate, Milan e Kalinic si sono ulteriormente avvicinati e le nozze dovrebbero celebrarsi a breve. Molto probabilmente entro la fine della settimana entrante. Con il croato Montella potrà contare su un attaccante che magari non è il re dei cecchini, ma gioca al servizio della squadra e si muove in quel modo che il tecnico rossonero apprezza molto.
CONTROPARTITA — L’accelerazione iniziata venerdì sera per portare il Cholito Simeone a Firenze (accordo col giocatore fatto da tempo e con una difficile trattativa in atto col Genoa che potrebbe sbloccarsi per 18 milioni tra parte fissa e bonus) parte da un effetto domino alla rovescia. Evidentemente, in contemporanea, erano ripresi i contatti tra Milan e Viola per Kalinic in rossonero. L’agente del croato la scorsa settimana è stato a Milano a seguire da vicino la situazione con voci di un interessamento dell’Everton per Nikola. Da Firenze, comunque, avevano parlato chiaro: sarebbe arrivato un nuovo attaccante solo se fosse partito il bomber croato. Il tavolo di trattativa col Milan è ripartito nelle ultime ore lontano dalla luce dei riflettori, memorizzando le intenzioni di Corvino che sin da luglio aveva fatto il prezzo del suo asso: 30 milioni di euro cash, prendere o lasciare. Ora, invece, nelle pieghe di una discussione serrata, non si può escludere l’inserimento di una contropartita tecnica nell’affare. Ipotesi di gradimento note: il centrale Paletta e il mancino Antonelli. Discorso a parte per Badelj, che la Fiorentina smentisce sia mai entrato nelle discussioni con Fassone e Mirabelli e che dal club rossonero smentiscono per evidenti motivi di abbondanza in mediana, nonostante lo stop di Biglia.
PERSONAGGIO — Dunque a Ferragosto e dintorni il Milan avrà un altro centravanti dopo André Silva, andando a colmare una casella vuota che era rimasta tale anche per la chiara scelta del club di stare alla finestra, allo scopo di capire la percorribilità con gli altri nomi di alto profilo scritti sul taccuino. D’altra parte non è un mistero che la proprietà cinese desideri un attaccante top che oltre alla resa sul campo garantisca un ritorno cospicuo anche in termini commerciali. Un personaggio da copertina, insomma. In questo senso, sebbene l’arrivo di Kalinic induca a pensare che il reparto avanzato è da ritenersi sistemato e completo, non sono da escludere sorprese. Nelle scorse settimane infatti era filtrato che la proprietà cinese stava valutando di mettere a disposizione di Fassone e Mirabelli un extra budget, nel caso fosse stato necessario mettere a segno un colpo di primissimo piano. In altre parole, in termini teorici l’arrivo di Kalinic potrebbe non escludere quello di un altro importante compagno di reparto.
VEDREMO…” — Anche perché alla fine del mercato mancano più di due settimane e il Milan resterà affacciato sui cortili di diversi club: Borussia Dortmund, Chelsea, Torino, ovvero Aubameyang, Diego Costa e Belotti. Tutte situazioni potenzialmente in divenire. Al momento chiuse, magari chiusissime, ma da qui alle prossime due settimane chissà. L’altro ieri per esempio il d.s. Mirabelli, assoluto divoratore di partite, era a vedere Torino-Trapani. A Casa Milan la missione Belotti è considerata virtualmente impossibile – l’ultimo fixing parlava di una forbice domanda-offerta di una ventina di milioni -, ma intanto farsi vedere in zona non guasta, anche se magari non equivale a una ripresa della trattativa o a un rilancio. E mentre Diego Costa pare avere in testa soltanto l’Atletico Madrid, di certo non si può dire la stessa cosa per Aubameyang. Ovviamente in casa Borussia il primo problema all’ordine del giorno si chiama Dembelé e se il francese se ne andasse il compagno verrebbe ulteriormente blindato. Ma occorre fare i conti anche col diretto interessato, che regala sensazioni diverse ogni volta che apre bocca. Nei giorni scorsi pareva aver chiuso del tutto la porta (“Sono felice a Dortmund, resto qui”), ieri invece è stato ben più vago rispetto al suo futuro: “Vediamo cosa succederà, non è un momento facile per noi, non posso dire nulla di più”. Parole pronunciate in italiano.